Sono venuto a sapere solo recentemente che è venuto a mancare Augusto Mancinelli, che era uno degli esponenti più di riguardo del Jazz italiano.
Io lo conoscevo, per amicizie familiari ma soprattutto perché con lui ho studiato chitarra per circa due anni, nel periodo in cui credevo che il Jazz mi avrebbe aperto le porte al universalità della musica, ed a lui devo moltissimo: primo mi ha fatto capire che non avrei mai suonato la chitarra jazz! Col Jazz ti ci svegli la mattina, ci vai a pranzo e ti ci corichi la sera, per me non era così. Secondo, Augusto, mi ha insegnato ad ascoltare la musica senza accontentarmi solo di sentirla, senza fermarsi al primo ascolto, al ritornello o al riff di chitarra ma andando a scovare ogni singola nota, a godermi il fraseggio di un solo, di un’improvvisazione, cercando di capire se chi stava suonando era capace o no. Terzo: mi ha passato il rispetto per il Jazz e la voglia e la capacità di ascoltarlo, e bada bene, guardare ma non toccare! Ed infine, quarto: mi ha presentato John Coltrane!!! Una sera ad una cena a casa di amici comuni cercavamo dei Cd da mettere in diffusione, incappando in uno di Coltrane, chiesi ignorantissimamente di chi fosse ( che vergogna se ci ripenso!!!!) e lui, sbigottitissimo mi rispose, sinceramente:” Coltrane?! E’ DIO!!!”. E da lì, dopo aver argomentato la sua risposta, cominciò la mia passione per quest’artista infinito…vedi più sotto…
Che dire: grazie Augusto, probabilmente c’è un motivo per il quale sei stato strappato a questo mondo così in fretta e così malamente, ma io non lo so trovare e credo anche che comunque non lo accetterei. Mi piace pensarti ad improvvisare fra Monk, Coltrane, Miles e Bird….felice…forse….


