Howlingio’s Weblog

17 Ottobre, 2008

Questione di Classe

Archiviato in: L'ascolto del mese, Penzieri... — howlingio @ 12:39 pm

O ce l’hai o non ce l’hai, loro ne hanno da vendere, punto.

Questo disco fotografa un evento come pochi. A parte l’evento politico, un gruppo di Cubani si insedia nel teatro più famoso d’America e lo conquista per una notte, si parla di un incontro fra alcuni dei musicisti migliori al mondo, che non si è più potuto ricelebrare: la salute o la scomparsa di alcuni di loro fece si che non potettero più girare tutti assieme! Effettivamente Ry Cooder era riuscito a riunirli tutti assieme grazie anche alla loro longevità, ma più di tanto non si poteva tirare ancora. Io infatti per poterli vedere tutti ho dovuto andare a più concerti! Prima al teatro Smeraldo Il Buena Vista Socal Club, ma non al completo, mancavano giusto Omara Portuondo e Compay Segundo, ho recuperato in seguito….e che bei ricordi! Allo Smeraldo ero riuscito a stringere la mano a Ruben Gonzales ( il meraviglioso pianista) e me lo ricordo un uomo piccolo piccolo ( aveva più di ottant’anni allora!!! ) fatto solo di mani, capace di ripetere anche quella sera per l’ennesima volta la gag di andare a suonare fuori dalla tastiera, allora risi, oggi se ci ripenso mi commuovo.

Nella stessa sera mi ricordo di Ibrahim Ferrer, splendido, elegante, meraviglioso. Più avanti vidi anche Omara Portuondo e anche li ricordo che mi vennero i brividi: i brividi che ti si attaccano alla schiena quando vedi qualcuno fare così bene ed allo stesso tempo semplicemente, qualcosa di così bello. 

Ruben nel film ci saluta dicendo: “A otra dia!”, purtroppo non succederà ed è un peccato, ma ora abbiamo un motivo in più per consolarci.

23 Luglio, 2008

Non me lo levo dalla testa!

Archiviato in: L'ascolto del mese, Penzieri..., l'ascolto del giorno — howlingio @ 12:33 pm

Incredibile….

…ce l’ho ancora in testa! L’energia che mi ha passato Nils ( Lofgren, chitarrista della E street Band, NDA!), l’altra sera a San Siro durante Because the Night, come ho già scritto in precedenza. Mi è rimasto lì ed allora sono andato a spulciare youtube per vedere se ce n’era qualche traccia ed eccolo lì! Ognuno ne ha messo qualcuno! C’è il Solo di Londra, quello di Manchester, quello di Montreal e via così… purtroppo non c’era il mio ma rivedendo gli altri l’ho un po’ rivissuto. Perchè era da vivere e basta: ed io ero proprio là sotto, mentre Nils si contorceva, mentre la sua chitarra urlava, mentre cercava di trattenerla mentre lei, quasi dotata di vita propria, cercava quasi di sfuggirgli dalle mani, quando lui si girava verso i suoi compagni quasi a chiedere aiuto o collaborazione, forse incredulo anche lui di quanto stesse succedendo. Poi alla fine si lascia andare e comincia a girare con lei mentre la gente che ha assistito sbigottita a tutto questo salta, sia sotto il palco che su fino al terzo anello, per poi cantare tutti assieme: “Because the night, belong to lovers….”

Semplicemente incredibile.

Ho messo prima la versione del solo di Londra, ma per i cultori della chitarra ho messo anche quella di Montreal diffusa da sito ufficiale brucespringsteen.net, ripresa più da vicino (dove si vedono bene anche le mani, via…), con sullo sfondo il Boss che osserva ed ascolta…

27 Giugno, 2008

Che dire?!

Archiviato in: L'ascolto del mese, Penzieri..., l'ascolto del giorno — howlingio @ 12:12 pm


Nils & BruceChe poi è andata ancora meglio del previsto! Un autentica esplosione di energia, complice il pubblico Milanese, capace di caricare il Boss come pochi…

Quindi 3ore3 di live infuocatissimo, fra richieste del pubblico e soli smisurati, Bruce riesce a passare da momenti di pura, sincera emozione ( in “Racing in the Streets” o “I’m on Fire”, 60mila persone mute, paralizzate ) a momenti di gag e demenza fra un pezzo e l’altro, complici i suoi eterni compagni dell’Estreet Band, anche se, quest’ultimi, un po’ affaticati devo dire ( a parte Nils Lofgrain  che su “Because the Night” ha fatto un assolo incredibile, giuro).

Il Request Time improvvisato lo ha costretto a cambiare la scaletta più volte ed il risultato è stato un concerto “Rock” cazzuto, come il Rock è stato inventato, come andrebbe suonato!

Questa la scaletta scritta da lui prima di salire sul palco:

 

Questa la scaletta definitiva! Con i miei commentini….

Setlist:
Summertime Blues_(Un incipit così ce lo invidia tutta l’Europa, per ora…)
Out in the Street_(Se già faceva caldo eh?!)
Radio Nowhere_(Questa ci toccava comunque, ma comunque spacca)
Prove It All Night_(Sempre un piacere!)
The Promised Land_(Idem, pensavo la facesse per prima come nel 2003, ma….)

Spirit in the Night_( Meravigliosa, anche perchè a questo punto sono anche entrato nel Pitt!!!)

None But the Brave_(qui, prima richiesta, c’è stato anche il “dramma spartito” nella band, troppo rarità                                            questo pezzo)
Candy’s Room_(inaspettata, insperata, spendida!)
Darkness on the Edge of Town_ (un gran classico intramontabile!)
Hungry Heart_(altra richiesta, parte acustica, prosegue elettrica e spacca)
Darlington County_(ancora i vetri del circondario di San Siro ancora tremano per me)
Because the Night_(qui, come già detto c’è stato uno dei due soli più belli della serata!Nils alla chitarra ha                                   spaccato proprio, mai visto così in forma!)
She’s the One_(il Rock al suo stato più puro)
Livin’ in the Future_(dal disco nuovo, visto che le somiglia avrei preferito “Tenth avebue freeze out”)
Mary’s Place_(ci stava bene, ma si poteva scegliere di meglio)
I’m on Fire_(Pathos, lui seduto su una sedia, in proscenio e 60mila persone in adorazione, incredule)
Racing in the Street_(altra richiesta, meravigliosa, secondo solo più bello della serata, il professore al piano)
The Rising_(questa oramai ci sta sempre bene!)
Last to Die_(disco nuovo, ci toccava)
Long Walk Home_(idem)
Badlands_(un pezzo scritto solo per far saltare la gente e 30anni dopo funziona ancora!)
* * * 
Girls in Their Summer Clothes_(Disco nuovo)
Detroit Medley_(Little Steven vede lo striscione di richiesta sul terzo anello, fa tap tap sulla spalla del Boss                                ed è presto fatto!)
Born to Run_(La Storia, punto)
Rosalita_(La storia, parte seconda)
Bobby Jean_(Questa sarà per sempre dedicata a Teo.)
Dancing in the Dark_(E balliamo allora!!!)
American Land_( Puro Irish power, testo a scorrere sul led wall e tutti a cantare il vero sogno Americano,                                   quello che per colpa dei vari Bush, Reagan, Clinton stiamo dimenticando…) doveva essere                               l’ultimo pezzo, ma…

Twist & Shout_(questa è stata l’ultima! Si era già sfilato la chitarra e stava uscendo ma proprio non ce l’ha fatta!Ha chiamato indietro i suoi prodi e via per l’ultimo ballo…

E così è stato, 29 pezzi, finora lo show europeo più lungo! 

Grazie Bruce, il miracolo si è avverato di nuovo e speriamo di rivederci ancora ed ancora ed ancora…

Unica pecca, mancava Marta, ma non si può avere tutto e la prossima volta ci andiamo in tre, vero Brilly?

 

 

 

10 Maggio, 2008

Mi sorprendo ancora.

Archiviato in: L'ascolto del mese — howlingio @ 7:11 pm

Eppure Sam Cooke posso dire di conoscerlo bene! Lo ascolto da un bel po’ di tempo, mi piace, lo cerco e mi sorprendo a canticchiare le sue canzoni e non solo “What a Wonderful World”. 

L’ho conosciuto un po’ superficialmente fino alla sera in cui non ho sentito sounare “Bring it on home to me” da Angelo “Leadbelly” Rossi ad un suo concerto: una rivelazione! A parte il talento di Angelo, indiscutibile, il pezzo era stato proprio una rivelazione e da lì la voglia di scoprire altro su quest’artista e scoprendo lui ho scoperto la storia del Soul.

Però questo disco mi era sfuggito. Quando un artista è così grande è difficile recuperare gli Lp veri e propri, più che altro si trovano delle grandi raccolte, completissime sicuramente ma mancanti della mano dell’artista: per esempio Night Beat fu un disco molto combattuto visto che Sam ( oramai ci diamo del tu! ) dovette pubblicarlo con un’altra casa discografica visto che la sua considerò l’album un po’ troppo…ostico. Ai tempi il suol era molto più “Caciarone”, molto più ballabile, Night Beat invece è un disco oscuro, molto blues, anzi, faccio prima a dire che è un disco splendido! Le canzoni trasudano spirituals (“Nobody knows” è incredibile, forse la versione migliore che abbia mai sentito e ne sono state fatte tante) e blues, gli arrangiamenti sono scarni ed essenziali, i tempi sono lenti, sempre ballabili ma per quel passo che ti viene a notte fonda, dopo che hai ballato tanto ed hai solo voglia di abbandonarti al ritmo e rilassarti…

Che altro? Solo un invito ad ascoltare gli Lp e non le raccolte: non solo perchè queste il più delle volte vengono compilate da altri ma perché anche solo l’ordine con cui l’artista decide di infilarvi dentro i brani è importante! E’ come stilare i pezzi per una serata che dovrai suonare per sempre ed io sono sicuro che ci si pensa parecchio prima di editare un Disco, soprattutto quando si facevano i 33, quindi due facciate, due inizi e due fini! Poi ci sono le hit ed i pezzi…di passaggio, un po’ di riempimento, minori si può dire, ma non per questo peggiori, anzi, io sono un grande estimatore di questi pezzi che oggi sono più comunemente chiamati Bsides. 

Buon ascolto….

 

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